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	<title> &#187; Progetti</title>
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		<title>Alberto Gianfreda &#8211; Bosco</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 13:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Marmo di Carrara e catene in alumionio su struttura in acciacio, dimensioni ambientali. Legnano progetto realizzato per Ecoabitare BOSCO porta al&#8217;interno di uno spazio semicorpeto la memoria della natura. Il bosco, simbolicamente luogo di passaggio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Marmo di Carrara e catene in alumionio su struttura in acciacio, dimensioni ambientali.<br />
Legnano<br />
progetto realizzato per Ecoabitare<span id="more-1786"></span><br />
BOSCO porta al&#8217;interno di uno spazio semicorpeto la memoria della natura. Il bosco, simbolicamente luogo di passaggio e trasformazione, marca metaforicamente il valore del soglia, sottolienando e accompagnando il delicato cambiamento di stato tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori, tra pubblico e privato, tra strada e casa.</p>
<p>Lastre di marmo di Carrara sono state frammentate a mano e montate su una maglia metallica in alluminio che conferisce all&#8217;insieme mobilità.  Il marmo ancorato alla parete di fondo scende poggiandosi su una struttura in acciaio che gli permette di curvarsi arrivando a sfiorare la terra. Il marmo perde la sua pesantezza diventando flessuosoe  morbido.</p>
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		<title>Split &#8211; landscape</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 14:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere il territorio con l’arte presenta SPLIT &#8211; LANDSCAPE di Alberto Gianfreda 17 Marzo 2019, ore 17,00 Continua il programma di valorizzazione intrapreso dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone grazie al progetto “Leggere il territorio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere il territorio con l’arte<br />
presenta<br />
SPLIT &#8211; LANDSCAPE<br />
di Alberto Gianfreda<br />
17 Marzo 2019, ore 17,00</p>
<p><span id="more-1661"></span><br />
Continua il programma di valorizzazione intrapreso dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone grazie al progetto “Leggere il territorio con l’arte” allo scopo di sperimentare l’uso delle arti nella comprensione dei bisogni e delle potenzialità dell’area su cui sorge il Mo.VE.<br />
Dopo le indagini effettuate attraverso l’uso del suono, della fotografia e della danza è ora la volta della scultura, disciplina im-piegata nella lettura del luogo antistante l’ex Palazzo del Mobile.<br />
Il 17 Marzo dalle ore 17,00 sarà Alberto Gianfreda a indagare l’area circostante il landmark lissonese attraverso l’inserimento nel paesaggio di una scultura ambientale, dal titolo SPLIT &#8211; LANDSCAPE.<br />
Un orizzonte fisico di circa venti metri potenzierà il valore archi-tettonico del Mo.Ve, che nelle sue fasi progettuali era stato con-cepito come un diaframma tra città e asse stradale; la connotazione di filtro permetterà di generare uno spazio interstiziale abitabile, inteso ad approfondire la problematicità della soglia tra l’area dell’abitare e la viabilità.<br />
L’installazione di Gianfreda si pone in continuità con il suo lavoro di ricerca che attua una trasformazione semantica data dall’incontro tra materiali differenti e destrutturati, proponendo, in questo caso, il rapporto tra elementi appartenenti a ele-menti di produzione industriale (come le zanzariere da letto Ikea) e la più alta tradizione locale della tornitura del legno.<br />
In SPLIT &#8211; LANDSCAPE si intrecciano il design industriale e l’artigianato lissonese, realtà<br />
mediate dall’uso scultoreo dei materiali che fanno travalicare il significato e le destinazioni d’uso degli oggetti impiegati, consegnandoli a un’inedita funzione poetico-riflessiva appositamente progettata per il paesaggio prospicente la Valassina.<br />
“Leggere il territorio con l’arte” si arricchisce così di un ulteriore approfondimento tematico, ampliando la lettura sensibile dell’area in cui si inserisce il Mo.VE</p>
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		<title>9&#215;9</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 21:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[NOVE SCULTURE PER NOVE COLLEZIONI &#160; Lunedì 18 Dicembre ore 18,30 inaugura il progetto scultoreo 9&#215;9 di Alberto Gianfreda realizzato negli all’ingresso di Residenza Ilia a Legnano, in via Zaroli 8 per Ecoabitare, azienda leader...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>NOVE SCULTURE PER NOVE COLLEZIONI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lunedì 18 Dicembre ore 18,30 inaugura il progetto scultoreo 9&#215;9 di Alberto Gianfreda realizzato negli all’ingresso di Residenza Ilia a Legnano, in via Zaroli 8 per Ecoabitare, azienda leader nella costruzione di edifici ad alta sostenibilità.<span id="more-1547"></span></p>
<p>Gianfreda colloca all’interno di un suggestivo serramento d’ingresso disegnato con l’arch. Stefano Larotonda, nove gruppi di sculture in ceramica smaltata bianca, realizzati in collaborazione con la storica azienda Mazzotti 1903, nota per aver realizzato dai primi del novecento ad oggi pezzi unici nella storia dell’arte ceramica a partire dal Movimento Futurista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto affronta il tema dell’ingresso configurandolo come una grande vetrina affacciata sulla strada, un manifesto dell’abitare che innesca rapporti inediti tra condomini, spazi ad uso comune e collezionismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9&#215;9 condensa nello spazio della soglia la funzione di divisione tra dentro e fuori, tra spazio privato e spazio pubblico, e quella di racconto della vita privata e domestica attraverso grandi vasi scultura, caratterizzati da elementi mobili sempre in ceramica e maglie d’alluminio, propri del linguaggio scultoreo di Gianfreda.</p>
<p>I diciotto pezzi che costituiscono i nove gruppi scultorei sono ripartiti in altrettante nove porzioni di spazio con misure differenti e proporzionalmente corrispondenti alle metrature dei singoli appartamenti, in cui è diviso lo stesso serramento. Il rapporto tra contenuto e contenitore attribuisce la proprietà dell’opera al corrispettivo proprietario dell’appartamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto nato dalla collaborazione interdisciplinare tra lo scultore Gianfreda e l’architetto Larorotonda  trasporta la dimensione estetizzante della scultura ornamentale per gli spazi privati in una riflessione sul tema della responsabilità e tutela degli spazi comuni, rendendo attivamente partecipi i condomini della custodia dell’unità del progetto scultoreo nel tempo per un benessere comune.</p>
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		<title>L&#8217;altare e l&#8217;ambone, S. Nicola da Tolentino</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2017 07:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiesa San Nicola da Tolentino, Venezia 27 Maggio 2016 Presentazione Domenica 29 maggio nella Chiesa di San Nicola da Tolentino, Campo dei Tolen-tini, Venezia: ore 11,00: Eucaristia con benedizione dell&#8217;altare e dell&#8217;ambone ore 11,50: Inaugurazione...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiesa San Nicola da Tolentino, Venezia</p>
<p>27 Maggio 2016</p>
<p><span id="more-1400"></span></p>
<p>Presentazione Domenica 29 maggio nella Chiesa di San Nicola da Tolentino, Campo dei Tolen-tini, Venezia:<br />
ore 11,00: Eucaristia con benedizione dell&#8217;altare e dell&#8217;ambone<br />
ore 11,50: Inaugurazione dell&#8217;opera alla presenza dell&#8217;autore</p>
<p>opere di Alberto Gianfreda<br />
a cura di don Gilberto Sabbadin e don Marco Scarpa<br />
consulenza architettonica: arch. Giovanna Ferrari<br />
consulenza liturgica e architettonica arch. Francesca Leto<br />
consulenza storico-artistica prof. Andrea B. Del Guercio<br />
approvazione e consulenza Diocesana arch. Gianmatteo Caputo, Delegato dell’Ufficio Diocesa-no Beni Culturali Ecclesiastici.</p>
<p>Realizzato con il contributo e la collaborazione di Okite</p>
<p>L’altare e l’ambone saranno visibili da Giovedì 27 Maggio 2016 ore 10,00</p>
<p>Di fronte alla &#8216;macchina scenica&#8217; del maestoso altare tridentino policromo, si colloca il nuovo altare rispondente alle indicazioni conciliari: &#8220;rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo” e “consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti&#8221; (CEI, L&#8217;adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, 1996, n. 17) e fuori dal presbiterio, in prossimità dell’assemblea è posizionato l&#8217;ambone, entrambi opera di Alberto Gianfreda.</p>
<p>L’altare è caratterizzato da una lieve opalescenza della superficie in grado di caricare la luce,<br />
caratteristica specifica del materiale scelto. Su di essa si condensano piccole schegge di materiale<br />
colorato, azzurro e grigio. Le singolo facce dell’altare si presentano come schermi con la duplice capacità<br />
di proiettare verso l’assemblea celebrante un’estensione luminosa e attrarre verso di loro i frammenti a<br />
forma di cuneo che si inseriscono e partecipano alla luminosità di questo polo centrale diventandone parte<br />
costitutiva e determinante. I frammenti infatti si concentrano verso la parte alta dell’altare fino a<br />
raggrupparsi per creare la distinzione tra ara e mensa. La mensa è sottolineata da un lieve stacco che<br />
enfatizza l’importanza della tavola raggiungendo così l’apice espressivo e di senso di questo polo<br />
liturgico.</p>
<p>L’ambone concorre a dare continuità di senso con l’altare nell’uso del medesimo materiale di base e<br />
nel rigore della forma. L’immagine a cui fa riferimento è quello del sepolcro vuoto. Un tessuto fatto di<br />
materiale rigido, bloccato, statico per natura diventa flessuoso e morbido, memoria di una veste spostata,<br />
di un’ala d’angelo, di una parola che si estende. Anche in questo caso il disvelamento lascia spazio ad<br />
una superficie di luce. Entrambi i poli oltre a rispondere alla funzione liturgica per cui sono progettati, si<br />
inseriscono per forma, materiali, e riferimenti nel panorama complesso dei linguaggi della scultura<br />
contemporanea interrogando uno dei punti cruciali sul quale oggi la scultura si interroga: il continuo<br />
rapporto tra ciò che è permanente e statico, (natura della scultura stessa e dei suoi materiali) rispetto alla<br />
temporaneità delle “cose” che viviamo. La scultura risponde così frammentandosi e ricostruendosi fino a<br />
conquistare la mobilità come potenzialità interna ai materiali stessi.</p>
<p>I due poli liturgici, altare e ambone, oltre a rispondere alla funzione per cui sono progettati, si inseriscono per forme, materiali, e riferimenti nel panorama complesso dei linguaggi della scultura contemporanea misurandosi sul rapporto tra ciò che è permanente e statico, (natura della scultura e dei suoi materiali) e la transitorietà delle “cose” che viviamo attraverso un processo tra frammentazione e ricostruzione della materia e della forma. Per entrambi spicca la presenza inedita e originale delle lastre di Okite, di un nuovo materiale di sintesi tra quarzo, resina poliestere e pigmenti naturali, in grado di apportare quegli evidenti elementi di luce e soprattutto di colore, che reinterpretano e rilanciano nella Chiesa dei Tolentini i valori della pittura veneziana.<br />
Rispettando il valore monumentale della pietra, i dati di centralità e di attrazione nello spazio, la specifica lavorazione delle lastre di Okite, la loro mirata frammentazione policroma, altare e ambone appaiono in grado di affermare il valore dell&#8217;habitat familiare proprio del sistema sociale contemporaneo, di contrassegnare la memoria della cultura domestica riconfermando i valori e le funzioni della liturgia cristiana.</p>
<p>La sede invece si differenzia per materiale dal luogo della parola e dell’eucarestia per avvicinarsi<br />
all’assemblea. [&#8230;] La continuità tra la seduta del celebrante e gli altri due scranni è sottolineata da una<br />
pedana che ne unifica la funzione, mentre la differenza di ruoli è marcata dalle differenti altezze degli<br />
schienali. Le sedute vivono proprio dell’eccezionalità della funzione di prossimità all’assemblea e di guida<br />
della stessa. Se il legno conferisce vicinanza, il tessuto realizzato per coprirle e ornarle, fa crescere il<br />
valore delle stesse. Una trama intrecciata di bianco e azzurro e grigio copre i tre sedili e lo schienale del<br />
celebrante conferendogli importanza.</p>
<p>La produzione e l&#8217;istallazione delle opere si inseriscono nel<br />
Progetto A.R.T., Advanced Refrigeration Technology.<br />
Nutrimento e conservazione dellʼarte.<br />
A cura dell&#8217;Ufficio di Pastorale della Cultura e dellʼUniversità del Patriarcato di Venezia, in collaborazione con la Cat-tedra di Storia dell&#8217;Arte Sacra e Contemporanea prof. A. B. Del Guercio dellʼAccademia di Brera Milano e la Commis-sione Beni Culturali della Diocesi di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contents whitout Context</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 20:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefano Larotonda &#8211; Alberto Gianfreda Progetto di una torre verticale &#8211; concorso &#8220;Giovani architetti grattano il cielo&#8221; &#8211; Laboratorio Casabella, Milano Contents whitout contest, ed. List, 2012, Trento &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Larotonda &#8211; Alberto Gianfreda</p>
<p>Progetto di una torre verticale &#8211; concorso &#8220;Giovani architetti grattano il cielo&#8221; &#8211; Laboratorio Casabella, Milano</p>
<p>Contents whitout contest, ed. List, 2012, Trento<span id="more-788"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Habere Habitat</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 16:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Habere Habitat &#8211; progetto per la città di Vimodrone]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Habere Habitat &#8211; progetto per la città di Vimodrone<span id="more-532"></span></p>
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		<title>Opus Coronarium &#8211; elogio all&#8217;abitare</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 16:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Progetto per scultura in edificio residenziale, Milano- Kubic &#8211; gruppo Envie Opus Coronarium &#8211; omaggio all&#8217;abitare materiali: marmo di Carrara e ferro collocazione: parete di fondo del giardino interno Opus Cornarium riprende il tema antico dell&#8217;arte floreale espressa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto per scultura in edificio residenziale, Milano- Kubic &#8211; gruppo Envie</p>
<p><strong>Opus Coronarium &#8211; omaggio all&#8217;abitare</strong><br />
materiali: marmo di Carrara e ferro<br />
collocazione: parete di fondo del giardino interno<span id="more-521"></span></p>
<p>Opus Cornarium riprende il tema antico dell&#8217;arte floreale espressa in festoni e ghirlande d&#8217;uva, melograni ed altri frutti scolpiti per omaggiare l&#8217;eccezionalità di un evento.<br />
Questa scultura in pietra e ferro è un omaggio all&#8217;abitare all&#8217;uomo che abita la casa.<br />
Armature metalliche come vuoti bucrani agganciano elemnti rettangolari in pietra. Ogni singolo elemento metallico è vincolato al successivo attraverso un incastro snodato che lascia alla scultura la possibilità di una naturale flessione.<br />
La sequenza di festoni decora la parete di fondo del giardino interno senza sottrarre spazio a chi abita il luogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chiesa di San Paolo apostolo</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 16:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Progetto degli arredi liturgici e dell&#8217;intervento pavimentale nella chiesa S. Giovanni &#8211; città di Manila &#8211; municipalità di Tondo, Manila, Filippine progetto arch. di Danilo Lisi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto degli arredi liturgici e dell&#8217;intervento pavimentale nella chiesa S. Giovanni &#8211; città di Manila &#8211; municipalità di Tondo, Manila, Filippine progetto arch. di Danilo Lisi</p>
<p><span id="more-668"></span></p>
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		<title>Risorgimento</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto per il Parco Spina 4 &#8211; PROMENADE DELLA CULTURA E DELL&#8217;ARTE INDUSTRIALE &#8211; 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;italia &#8211; Torino In occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia in tutto il Paese sono state presentate numerose iniziative...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto per il Parco Spina 4 &#8211; PROMENADE DELLA CULTURA E DELL&#8217;ARTE INDUSTRIALE &#8211; 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;italia &#8211; Torino</p>
<p><span id="more-642"></span></p>
<p>In occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia in tutto il Paese sono state presentate numerose iniziative che coinvolgono la giovane produzione artistica contemporanea. Il concorso d’idee “Promenade dell’Arte e della Cultura Industriale &#8211; Torino 2011” si è situato in questo contesto. È stato chiesto a giovani artisti e scultori di pensare e studiare alcune proposte per rivalutare la zona Parco Spina 4 &#8211; o dei cosiddetti Docksdora  &#8211; di Torino, prima Capitale d’Italia e prima sede del Parlamento italiano. Il concorso ha ricevuto partecipazioni e adesioni dalle Accademie di tutta Italia.</p>
<p>Alberto Gianfreda presenta un progetto dal titolo <em>Risorgimento</em>, che comprende una scultura di grandi dimensioni e un muro perimetrale atto a circoscrivere i confini della Piazza della Socialità. Il progetto riprende volutamente, riattualizzandole in chiave contemporanea, le linee sinuose, gli stilemi e i motivi decorativi e architettonici di Palazzo Carignano – palazzo torinese sede del primo Parlamento italiano e dell’attuale Museo del Risorgimento. Nel lavoro di Gianfreda storia e spazio sociale dunque si intrecciano, dando vita a una realtà armonica e proporzionata non solo nelle forme, ma anche dal punto di vista concettuale.</p>
<p style="text-align: right">Maria Cristina Strati</p>
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