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	<title> &#187; alberto</title>
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		<title>NFT Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2021 20:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; https://opensea.io/AlbertoGianfreda Italy has a longstanding ceramic tradition, which still is the main core of many craftsmen working in Italy throughout the country. The aim of my project is to rethink the “madeinitaly” in a...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/caimi_gianfreda0964_0-post.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1817" src="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/caimi_gianfreda0964_0-post-150x150.jpg" alt="caimi_gianfreda0964_0-post" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/Gianfreda-ritratto-in-stanza-Caimi-Brevetti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1814" src="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/Gianfreda-ritratto-in-stanza-Caimi-Brevetti-150x150.jpg" alt="Gianfreda ritratto in stanza Caimi Brevetti" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/010_A.Gianfreda-acquisizione-suono-Supernova-Lab-presso-Caimi-Brevetti-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1804" src="http://www.albertogianfreda.com/wp-content/uploads/2021/04/010_A.Gianfreda-acquisizione-suono-Supernova-Lab-presso-Caimi-Brevetti--150x150.jpg" alt="010_A.Gianfreda acquisizione suono Supernova Lab presso Caimi Brevetti" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="https://opensea.io/AlbertoGianfreda">https://opensea.io/AlbertoGianfreda</a></p>
<p>Italy has a longstanding ceramic tradition, which still is the main core of many craftsmen working in Italy throughout the country. <span id="more-1820"></span>The aim of my project is to rethink the “madeinitaly” in a creative and multimedia way. The Italy project aims to create performance NFT art that documents the process of creating a sculptural work based on a collective participation. Different Italian cities were involved into the project, and each city selected the best craftsmen to give light to my sculpture: I destroyed and reconstructed a series of traditional vases. The NFT are divided into two types, static image with 10 sec audio and 6/8 minutes video documenting the action of destruction of the single objects. The sounds of the destruction have been acquired in an anechoic chamber unique in the world that allows to collect 99.9% of the sounds produced by the destruction. The set of NFTs constitutes the entire narrative of the creation of the physical sculptural work.</p>
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		<title>Alberto Gianfreda &#8211; Bosco</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 13:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marmo di Carrara e catene in alumionio su struttura in acciacio, dimensioni ambientali. Legnano progetto realizzato per Ecoabitare BOSCO porta al&#8217;interno di uno spazio semicorpeto la memoria della natura. Il bosco, simbolicamente luogo di passaggio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Marmo di Carrara e catene in alumionio su struttura in acciacio, dimensioni ambientali.<br />
Legnano<br />
progetto realizzato per Ecoabitare<span id="more-1786"></span><br />
BOSCO porta al&#8217;interno di uno spazio semicorpeto la memoria della natura. Il bosco, simbolicamente luogo di passaggio e trasformazione, marca metaforicamente il valore del soglia, sottolienando e accompagnando il delicato cambiamento di stato tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori, tra pubblico e privato, tra strada e casa.</p>
<p>Lastre di marmo di Carrara sono state frammentate a mano e montate su una maglia metallica in alluminio che conferisce all&#8217;insieme mobilità.  Il marmo ancorato alla parete di fondo scende poggiandosi su una struttura in acciaio che gli permette di curvarsi arrivando a sfiorare la terra. Il marmo perde la sua pesantezza diventando flessuosoe  morbido.</p>
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		<title>Alberto Gianfreda &#8211; Mirabilia</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 12:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alberto Gianfreda MIRABILIA a cura di Lorenzo Madaro Museo Civico E. Barba, Gallipoli 26 Luglio &#8211; 15 Agosto 2020 MIRABILIA di Alberto Gianfreda è il terzo importante appuntamento annuale di un ambizioso progetto culturale, inteso...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Gianfreda<br />
MIRABILIA<br />
a cura di Lorenzo Madaro<br />
Museo Civico E. Barba, Gallipoli<br />
26 Luglio &#8211; 15 Agosto 2020<span id="more-1747"></span></p>
<p>MIRABILIA di Alberto Gianfreda è il terzo importante appuntamento annuale di un ambizioso progetto culturale, inteso come fattore chiave delle politiche di sviluppo territoriale. Il Museo Civico “E. Barba” è tra i luoghi che producono <em>cultura</em> e costituiscono la nuova infrastruttura sociale di una realtà che considera la valorizzazione dei beni culturali e ambientali non solo come elemento di attrattività’, ma anche come motore di innovazione e crescita interna e, soprattutto, di coesione sociale. Tra le varie azioni intraprese per promuovere le attività culturali del Museo, molta attenzione è stata rivolta alla promozione, nonché alla valorizzazione del prestigioso patrimonio storico e artistico. Il Museo Civico custodisce varie collezioni di particolare pregio; inoltre alle collezioni permanenti sono state affiancate le mostre temporanee realizzate in collaborazione con artisti e gallerie d’arte contemporanea. Anche questa iniziativa, così come è già accaduto per le esposizioni degli artisti invitati nelle precedenti mostre, si è dimostrata un riuscito “esperimento” di promozione dell’arte contemporanea in un contesto storico-artistico quale quello del Museo Civico in cui espressioni artistiche differenti entrano in sintonia con contesti storicamente molto impegnativi. Lo scopo è offrire al pubblico una diversa modalità di approccio a luoghi anche ben conosciuti: un virtuoso dialogo quello che, nella condivisioni degli spazi, scaturisce tra il percorso dell’esposizione e le collezioni permanenti. E’ grazie a questi progetti sempre originali e diversificati che possiamo affermare con orgoglio che il nostro Museo, vera stanza delle meraviglie, wunderkammer, dopo oltre dieci anni di attività è diventato una realtà di riferimento per la vita culturale della città.</p>
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		<title>Alberto Gianfreda &#8211; Ornamenta</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 13:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Gianfreda ORNAMENTA Maurizio Caldirola Arte Contemporanea 17 Maggio &#8211; 30 giugno 2019 OPENING 17 maggio h 19.00 Maurizio Caldirola Arte Contemporanea è lieta di annunciare ORNAMENTA, la mostra personale di Alberto Gianfreda. In questa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Gianfreda<br />
ORNAMENTA</p>
<p>Maurizio Caldirola Arte Contemporanea<br />
17 Maggio &#8211; 30 giugno 2019<br />
OPENING 17 maggio h 19.00<span id="more-1678"></span></p>
<p>Maurizio Caldirola Arte Contemporanea è lieta di annunciare ORNAMENTA, la mostra personale di Alberto Gianfreda.<br />
In questa occasione l’artista declina la propria ricerca, costantemente fondata sul tema della relazione tra materiali differenti, coinvolgendo totalmente lo spazio espositivo.</p>
<p>ORNAMENTA mette in atto processi di sgretolamento di oggetti iconici come vasi e carte da parati che abbelliscono con domestica ovvietà le nostre case. I vasi in mostra appaiono frammentati e la carta da parati tagliata ma la rottura non è fine a sé stessa. Attraverso una trama metallica i primi vengono ricostruiti in un’estetica raffinata del frammento, mentre la piega concede alla carta crollante un’inattesa spazialità.<br />
L’oggetto transita dalla dimensione ornamentale e funzionale a quella poetico-riflessiva della scultura, acquisendo mobilità e capacità di adattamento e trasformazione costante della forma-icona.</p>
<p>Alberto Gianfreda<br />
ORNAMENTA<br />
17 Maggio &#8211; 30 giugno 2019<br />
OPENING 17 maggio h 19.00</p>
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		<title>Real Presence &#8211; Book</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 12:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[REAL PRESENCE &#8211; La grande Visione di Biljana Tomic e Dobrila Denegri raccolta in un libro, che sa unire le differenze come è successo a Belgrado per 10 anni. Edited by: Dobrila Denegri, Biljana Tomić,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REAL PRESENCE &#8211; La grande Visione di Biljana Tomic e Dobrila Denegri raccolta in un libro, che sa unire le differenze come è successo a Belgrado per 10 anni.<span id="more-1671"></span></p>
<p>Edited by: <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/dobrila.denegri?__tn__=K-R&amp;eid=ARBEWn4Appy05i4OR8YeCrht4f3oyUsGFWGUq4J1mdw5oWDY74Q4eqT_3y5-bqFlNdVqZcBHsoTRjQ_p&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDKICgkBdwYuQZqijYfKAjV_jSmBrOJ77JDoQ-PxkjBzYqzvbcVYCJmdQ6ZZmRL8g7Npiuqe1fTUFqBL9kyhvI6-3lQ8F94XrN9aTtH-ty5QkqsOxT_wrbQCGSWHZMV4biNuZyPQ89QdOm7n75oFdJ_PDx_Oc59z-GFdP1zHTcpIlTr2Pw2Ei4RaonAKvj6a_6c2P5DAMnTjyZ3Xc5k-U4X76zWus5rccmByaKT8BC_wEu7syrFHq3TRTzSVBv9SoVssiFQl9_PIZvG3JikOAC3slXtyQk1jVGFnXtlMmUBZ1pHUw4bc7Gtfa6g1CmnsXGY72eBXnYenS-wAnioyejYx5zhsu24g0NmSJwhVQ">Dobrila Denegri</a>, Biljana Tomić, Isidora Krstić<br />
Design by: Maximilian Mauracher, Nicoletta Dalfino Spinelli<br />
Authors: Marina Abramović, Antonia Alampi, Giulio Alessandri, Anabela Angelovska, Paola Anziché, Simone Bader, Mrđan Bajić, Michele Bazzana, Daniel Birnbaum, Igor Bošnjak, Narvika Bovcon, Franziska Bruckner, Johanna Bruckner, Giulia Casula, Marc<span class="text_exposed_show">o Chiesa, Matthieu Crimersmois, Raffaella Crispino, Raluca Davidel, Lidija Delić, Federico Del Vecchio, Dobrila Denegri, Cordula Ditz, Nezaket Ekici, Dirk Fleischmann, Corrado Folinea, Francesco Fonassi, Guillaume Fouchaux, Alberto Gianfreda, Marina Gržinić, Philipp Haager, Gabriel Hadler, Marlene Haring, Miha Horvat, Nicu Ilfoveanu, Pravdoljub Ivanov, Nina Ivanović, Franz Kapfer, Çiğdem Kaya, Leopold Kessler, Isidora Krstić, Gil Kuno, Ladies of the Press (Ana Čavic, Renée O’Drobinak), Nemanja Lađić, Irena Lagator Pejović, Elad Larom, María León, Francesco Lucifora, Catherine Ludwig, MaraM, Katja Majer, Flaviane Malaquias, Caroline Malmström, Alessandro Mancassola, Ksenija Marinković, Noemí Martínez Chico, Christian Mayer, Katia Meneghini, Branko Milisković, Valentina Miorandi, Ruben Montini, Ulrike Möschel, Charlotte Mumm, Barbara Nardacchione, Jonas Nobel, Adrian Notz, Anna Nykyri, Alek O., Hafiz Osman, Maja Ozvaldič, Cecilia Parsberg, Irena Pascali, Karin Passarnegg-Denissov, Marco Pezzotta, Giusy Pirrotta, Milenko Prvački, Barak Raiser, Gastón Ramírez Feltrin, Tobias Rehberger, Martin Rille, Arend Roelink, Andrea Romano, Halvor Rønning, Hans Rosenström, Joanna Sandell, Esther Saura Múzquiz, Alessandra Saviotti, Swen Erik Scheuerling, Steffi Schöne, Marinella Senatore, Iacopo Seri, Lerato Shadi, Christian Sievers, Ivana Smiljanić, Marta Smolińska, Patricia Solini, Malin Ståhl, Magda Stanová, Bojana Stamenković, Gabriele Sturm, János Sugár, Kateryna Svirgunenko, Kamila Szejnoch, Harald Szeemann, Marija Šević, Miodrag Šuvaković, Nahum Tevet, Johan Thom, Johanna Tinzl, Adrien Tirtiaux, Saša Tkačenko, Biljana Tomić, Jacob Tonski, Diego Tonus, Roxana Trestioreanu, Marika Troili, Mezli Vega Osorno, Aleš Vaupotič, Aleksander Velišček, Cosimo Veneziano, Angela Vettese, Victoria Vesna, Ósk Vilhjálmsdóttir, Eelco Wagenaar, Måns Wrange, Yaara Zach, Thanos Zakopoulos, Heimo Zobernig, Sanja Ždrnja�&#8230;<br />
Published by nKA / Ica &#8211; Independent Cultural Association in Belgrade.</span></p>
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		<title>Split &#8211; landscape</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 14:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggere il territorio con l’arte presenta SPLIT &#8211; LANDSCAPE di Alberto Gianfreda 17 Marzo 2019, ore 17,00 Continua il programma di valorizzazione intrapreso dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone grazie al progetto “Leggere il territorio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere il territorio con l’arte<br />
presenta<br />
SPLIT &#8211; LANDSCAPE<br />
di Alberto Gianfreda<br />
17 Marzo 2019, ore 17,00</p>
<p><span id="more-1661"></span><br />
Continua il programma di valorizzazione intrapreso dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone grazie al progetto “Leggere il territorio con l’arte” allo scopo di sperimentare l’uso delle arti nella comprensione dei bisogni e delle potenzialità dell’area su cui sorge il Mo.VE.<br />
Dopo le indagini effettuate attraverso l’uso del suono, della fotografia e della danza è ora la volta della scultura, disciplina im-piegata nella lettura del luogo antistante l’ex Palazzo del Mobile.<br />
Il 17 Marzo dalle ore 17,00 sarà Alberto Gianfreda a indagare l’area circostante il landmark lissonese attraverso l’inserimento nel paesaggio di una scultura ambientale, dal titolo SPLIT &#8211; LANDSCAPE.<br />
Un orizzonte fisico di circa venti metri potenzierà il valore archi-tettonico del Mo.Ve, che nelle sue fasi progettuali era stato con-cepito come un diaframma tra città e asse stradale; la connotazione di filtro permetterà di generare uno spazio interstiziale abitabile, inteso ad approfondire la problematicità della soglia tra l’area dell’abitare e la viabilità.<br />
L’installazione di Gianfreda si pone in continuità con il suo lavoro di ricerca che attua una trasformazione semantica data dall’incontro tra materiali differenti e destrutturati, proponendo, in questo caso, il rapporto tra elementi appartenenti a ele-menti di produzione industriale (come le zanzariere da letto Ikea) e la più alta tradizione locale della tornitura del legno.<br />
In SPLIT &#8211; LANDSCAPE si intrecciano il design industriale e l’artigianato lissonese, realtà<br />
mediate dall’uso scultoreo dei materiali che fanno travalicare il significato e le destinazioni d’uso degli oggetti impiegati, consegnandoli a un’inedita funzione poetico-riflessiva appositamente progettata per il paesaggio prospicente la Valassina.<br />
“Leggere il territorio con l’arte” si arricchisce così di un ulteriore approfondimento tematico, ampliando la lettura sensibile dell’area in cui si inserisce il Mo.VE</p>
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		<title>Come il casco per i Kamikaze</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 15:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Situazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[MAC Museo d&#8217;arte contemporanea di Lissone via Elisa Ancona 6 Inaugurazione Sabato 23 febbraio 2019 ore 18.00 Contestualmente all’arricchimento delle nuove collezioni del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, la mostra Come il ca-sco per i...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>MAC Museo d&#8217;arte contemporanea di Lissone</p>
<p>via Elisa Ancona 6</p>
<p>Inaugurazione Sabato 23 febbraio 2019<br />
ore 18.00<span id="more-1656"></span></p>
<p>Contestualmente all’arricchimento delle nuove collezioni del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, la mostra Come il ca-sco per i kamikaze – curata da Davide Crippa e Alberto Zan-chetta – si inserisce nella programmazione della Repubblica del Design, che nel mese di aprile si insedierà nella zona Bovisa di Milano.<br />
L’idea di questo progetto prende spunto da una piccola collezio-ne di vasi bianchi, che uno dei due curatori conserva su uno scaffale della casa materna. Poiché queste suppellettili non han-no mai soddisfatto una funzione utilitaristica, Crippa e Zanchet-ta si sono chiesti se, in effetti, un vaso vuoto non sia l’equi-valente del casco indossato dai kamikaze. Vale a dire, un oggetto inutile. I due curatori sono così convenuti nell’affermare che il conteni-tore non esplica una funzione ornamentale, al contrario: è op-portuno sacrificare l’elemento floreale affinché ogni vaso rispec-chi il proprio contenuto semantico.<br />
Tra gli autori coinvolti in questa mostra, si distinguono espo-nenti sia delle arti visive, sia del design. Ivan Baj, Gianluca Co-deghini, Alberto Gianfreda, Christian Gonzebach, Suzanne Kut-ter, Alberto Mugnaini, Marcello Panza, Andrea Salvatori e Ales-sandro Zambelli hanno infatti accettato l’invito a esporre vasi interdetti all’uso, di cui si potranno però apprezzare forme e in-tenzioni, tecniche e materiali.<br />
Potenzialmente destinati a contenere fiori, foglie, boccioli e stil-le d’acqua, questi vasi si possono ritenere dei “recipienti incol-mabili” proprio perché non abbisognano di nulla: essi bastano a sé medesimi.<br />
L’intento della mostra è di convertire il concetto del vuoto a rendere in un “vaso a rendere”, restituito cioè alla sua dignità di oggetto autosufficiente e autoreferenziale. In questo modo, il pubblico è chiamato a discernere la funzione dall’estetica ma, soprattutto, è costretto anche ad affrontare un “tra-vaso” di sen-so.<br />
Come il casco per i Kamikaze, anche i vasi potranno finalmente affrancarsi dalle loro convenzioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>London is Open</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2018 22:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Situazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[LONDON IS OPEN WITH ALBERTO GIANFREDA AND ALEX URSO 1 November, 6pm-9pm at the Estorick Collection of Modern Italian Art, 39A Canonbury Square, N1 2AN. Free with an admission ticket purchased on the same day....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LONDON IS OPEN WITH ALBERTO GIANFREDA AND ALEX URSO</strong></p>
<p><strong><u>1 November, 6pm-9pm</u></strong> at the Estorick Collection of Modern Italian Art, 39A Canonbury Square, N1 2AN. Free with an admission ticket purchased on the same day.<br />
With a performance by singer Brioni, offered by Your Music Experience &#8211; YMX.<span id="more-1650"></span></p>
<p><strong><u>3 November 5pm-9pm</u></strong> in a Chelsea flat. Invitation only.</p>
<p>Two Italian artists have spent the month of October in London, working on the topic <strong>London is Open</strong>. They will unveil their projects in two events on 1 November 2018 at the Estorick Collection of Modern Italian Art and on 3 November 2018 in a private flat in Chelsea. The artists, <strong>Alberto Gianfreda and Alex Urso</strong>, have been in London within the <strong>Art Residency – London is Open</strong>, hosted by <strong>Art Apartments</strong>. The theme of the residency is inspired by the campaign launched by London’s Mayor Sadiq Khan and it is particularly significant now that the UK is at final stage of negotiations with the EU before Brexit.</p>
<p><strong>Alex Urso</strong> is an artist who lives and works in Warsaw, Poland. During his art residency, he has been working on two projects. Firstly, he has created a drape combining the Refugee Nation flag and the Greater London flag.  In the second part of the residency he has focused on a performative action involving London&#8217;s citizens. He has knocked at Londoners’ doors asking them to swap their doormats with new ones with the simple sentence “Welcome.”  Accepting to exchange the doormats, each house-owner agreed to embrace the idea of London as an open and welcoming place. The final result is a mosaic of doormats representing Londoners&#8217; willingness to be or not to be open.<br />
<strong>Alberto Gianfreda</strong> is a sculptor and a professor of Sculpture Techniques at Brera Academy of Fine Arts in Milan.  In his work during the residency he has developed the theme of the fragment and its reconstruction. During his exploration of London, he has put together a group of vases from different areas and different shapes. The vases are fragmented and recomposed as sculptures, generating new and unique elements, metaphor of the integration of differences.<br />
The project is completed with the recording of the drammatic sound of the moving fragments, which in the viewer’s experience anticipates and contrasts the physical presence of the art works.</p>
<p><strong><u>1 November, 6pm-9pm</u></strong> at the Estorick Collection of Modern Italian Art, 39A Canonbury Square, N1 2AN. Free with an admission ticket purchased on the same day.<br />
With a performance by singer Brioni, offered by Your Music Experience &#8211; YMX.<br />
<strong><u>3 November 5pm-9pm</u></strong> in a Chelsea flat. Invitation only.</p>
<p>Sicilian food, cooked by chef Andrea Racalbuto, and Italian wine will be served.</p>
<p>With a performance by singer Alice Pisano, offered by Your Music Experience &#8211; YMX.</p>
<p>Founded by Italian mother and daughter, London-based <strong>Art Apartments</strong> manages short- term rental flats with a unique artistic connotation and organises art events and art residencies.</p>
<p>Alessia Pirolo +44 7497 806 382<br />
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		<title>Variazioni su un tema</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 09:20:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>di Paola Formenti Tavazzani</p>
<p>Sembra anacronistico parlare di arte militante per Alberto Gianfreda, ma in un certo qual senso non lo è. Lungi dall’avere una valenza politica diretta, quale poteva significare negli anni 60 e 70, essa tuttavia ha una valenza che consiste nel <span id="more-1613"></span>conferimento all’opera d’arte di un compito specifico, quale cambiare l’uomo e il suo vivere sociale, il suo sentire rispetto al suo tempo. L’arte tutta in realtà è in questo senso militante, in quanto entrando in relazione con i nostri neuroni, comporta forzatamente un processo di attivazione che è tanto più ampio quanto più un’opera, grazie alle sue caratteristiche linguistiche formali, riesce ad attivare il maggior numero di sinapsi e dar vita ad un processo importante di rielaborazione. Ma in particolar modo Alberto Gianfreda, che vive un rapporto con il lavoro artistico basato su di un impegno sociale cristianamente inteso, vuole conferire al suo lavoro un ruolo di responsabilizzazione e di eticità sentito come urgente.</p>
<p>In tal senso l’autore conferisce alla scultura attributi generalmente dati all’architettura, laddove l’interazione con gli elementi architettonici, generalmente influiscono sulla vita degli individui e sulla loro socialità. Non è un caso infatti che A.G. sia chiamato spesso ad intervenire in spazi pubblici e a dialogare con urbanisti e architetti, che bene interpretano la sua sensibilità verso l’inserimento dell’opera nello spazio, nel contesto e nell’area urbana. Analogamente non è un caso che svariate opere dell’autore si inseriscano in spazi sacri, dove la liturgia rappresenta un fattore fondamentale per il completamento del messaggio dell’opera.</p>
<p>A queste note introduttive, che già caratterizzano una modalità operativa dell’artista, si aggiungono alcune importanti riflessioni che riguardano lo sviluppo del suo lavoro nel tempo e la ricerca in corso, che approda nella serie dei “Vasi” esposti nella mostra, di recente produzione. Notiamo infatti che Gianfreda accentua nel corso degli anni il grado di “fluidità”, inteso come non fissità, delle opere: da un iniziale inserimento di elementi mobili su corpi centrali statici, passa a elementi intelaiati su una trama sottostante e appoggiati su piedistalli a guisa di drappi scultorei, sistemati in modo differente ogni qualvolta l’opera viene installata. Le più recenti creazioni vanno oltre e alla modellabilità da parte dell’istallatore, egli passa alla voluta mobilità dell’opera da parte del fruitore, che può a suo piacimento ricomporre la forma in modalità ogni volta differenti. La sua ricerca si concentra sulla disgregazione di una forma primigenia e sulla sua riedizione scomposta. Egli parla in questo caso della “resilienza dell’icona”. Nella fattispecie durante la mostra di Modena intitolata “Temi e variazioni”, un attore scompone e ricompone lentamente e ripetutamente forme di vasi, uniti assieme da una intelaiatura sottostante di maglie di ferro. Una vera e propria performance in cui il movimento della ceramica unita al ferro, crea una sonorità particolare e una ritualità.</p>
<p>La resilienza dell’icona è una riflessione importante. Giunge in un momento in cui la scultura, classicamente intesa come forma statica nello spazio, si sente arcaica, non più dotata di quei caratteri che possono soddisfare le aspettative di un pubblico che richiede sempre di più una interattività con l’opera, una sua “costumerizzazione”, cioè un apporto personale e unico. In questo senso la resilienza dell’icona consiste nella capacità dell’opera di modificarsi ma non troppo, di rimanere riconoscibile nella sua mutevolezza. In tal modo può rimanere legata ad una tradizione di classicità senza dover abdicare verso una completa smaterializzazione e abbracciare la virtualità.</p>
<p>Ma la tematica della resilienza dell’icona può esser ulteriormente analizzato a confronto di un concetto affine e contrario, quello di ibridazione. Di una attualità che non è necessario sottolineare e che attiene ai campi più disparati dalle biotecnologie, alle questioni di gender, agli eclettismi delle nuove discipline, ai sincretismi religiosi. La resilienza dell’icona diventa così metafora di ciò che rimane riconoscibile in un contesto di innesti continui, di mutazioni sostanziali, in un flusso di cambiamenti che il nostro tempo smbra accelerare di giorno in giorno. Quale parte dell’icona riusciremo ad identificare nell’archivio della nostra mente? E per quanto tempo? Queste domande ci conducono al confronto con il tema del tempo.</p>
<p>La forzata ricucitura dei cocci è una ricerca di lenire il dolore. La distruzione dell’oggetto e la sua perdita sono troppo angoscianti. Comportano il rischio di non riconoscersi più. La rete che tiene insieme i cocci deve – donchisciottianamente – deve poter ricomporre la forma e poterci aiutare a ricordare. Un rimpianto? Una cura? O forse è la rete sottostante che diventa la vera protagonista? O è solo, ancora, un caro mandala, un semplice esercizio per ricordarci che anche noi siamo parte del flusso continuo?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leggere il territorio con l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 09:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Situazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere il territorio con l’arte Alberto Gianfreda in collaborazione con il MAC di Lissone MO.VE LISSONE via Luigi Cadorna ang. Via Giosuè Carducci Sabato 14 Luglio 2018 ore 20,00 Il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere il territorio con l’arte<br />
<strong>Alberto Gianfreda</strong> in collaborazione con il <strong>MAC</strong> di Lissone<br />
MO.VE LISSONE via Luigi Cadorna ang. Via Giosuè Carducci<span id="more-1605"></span><br />
<strong>Sabato 14 Luglio 2018 ore 20,00</strong><br />
Il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, nell’intento di rafforzare il suo ruolo di primo piano nella promozione e diffusione dell’arte all’interno della realtà territoriale in cui è inserito, ha intrapreso un programma di valorizzazione del Mo.VE che un team internazionale, coordinato dal gruppo Archem, ha realizzato per connotare l’identità di Lissone. Il piano di lavoro costituisce una significativa occasione per sviluppare un’interazione tra il MAC, quale polo centrale per le attività culturali, e il Mo.VE, quale padiglione delocalizzato per le ricerche e le sperimentazioni in ambito artistico. La struttura, visibile dalla Valassina, entra così in una fase di sviluppo che la renderà un contenitore di idee e di metodologie applicate alla città. Il progetto pilota, ideato dall’artista Alberto Gianfreda, ha lo scopo di indagare le potenzialità di sviluppo legate all’area del Mo.VE in considerazione della sua posizione, che funge da cerniera tra la viabilità ad alta percorrenza e il centro urbano di Lissone. Analizzando la crescita e lo sviluppo del territorio brianteo, sempre più stratificato e in continua trasformazione, il progetto di Alberto Gianfreda è interessato a favorire una riqualificazione urbana attraverso strumenti e competenze multidisciplinari. La ricerca, sviluppata in diverse fasi di lettura e di intervento, ha come obiettivo l’individuazione di bisogni che possono emergere a livello esperienziale. Nella fase finale i dati raccolti verranno organizzati e documentati come strumento riflessivo e propositivo. Il progetto, sviluppato in forma di workshop, coinvolgerà gli studenti dell’Accademia di Brera, i quali si interfacceranno con professionisti del settore e con la cittadinanza lissonese. L’iter del workshop è finalizzato al raggiungimento e alla definizione di una pianificazione, ovvero l’organizzazione nel tempo e nello spazio di possibili interventi generati da input sensibili e non tecnicisti. Mettendo al centro dell’attività di ricerca il patrimonio linguistico e culturale dell’arte come strumento di attivazione dei processi riqualificativi, si cercherà di sensibilizzare la cittadinanza attraverso un’esperienza diretta di trasformazione dello spazio urbano, allo scopo di comprendere le potenzialità dell’area del Mo.VE non solo dal punto di vista dello sviluppo infrastrutturale ma soprattutto sotto il profilo emozionale.<!--more--><!--more--></p>
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