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	<title> &#187; admin</title>
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		<title>Tavola di condivisione AVIS EXPO</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 21:02:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentazione del progetto e avvio lavori in Cascina Triulza in EXPO per la realizzazione di &#8220;Tavola di condivisione&#8221; in collaborazione con AVIS per la giornata Mondiale del donatore 14 Giugno 2015]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione del progetto e avvio lavori in Cascina Triulza in EXPO per la realizzazione di &#8220;Tavola di condivisione&#8221; in collaborazione con AVIS per la giornata Mondiale del donatore 14 Giugno 2015</p>
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		<title>Tessiture contemporanee</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 21:47:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 14 Giugno 2015 TESSITURE CONTEMPORANEE VII ANNIVERSARIO FONDAZIONE LA VERDE LA MALFA- PARCO DELL’ARTE ore 18.00 Presentazione in conferenza Saluto di benvenuto Alfredo La Malfa – Presidente Fondazione La Verde La Malfa Relazione Giovanni Portelli...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 14 Giugno 2015</p>
<p><em><strong>TESSITURE CONTEMPORANEE</strong></em></p>
<p>VII ANNIVERSARIO FONDAZIONE LA VERDE LA MALFA- PARCO DELL’ARTE<span id="more-1274"></span><strong><br />
</strong></p>
<p>ore 18.00<br />
<strong>Presentazione in conferenza</strong></p>
<p>Saluto di benvenuto<br />
<strong>Alfredo La Malfa</strong> – Presidente Fondazione La Verde La Malfa</p>
<p>Relazione<br />
<strong>Giovanni Portelli e Giovanna Giallongo</strong> – Responsabili Museo del costume/cucina di Scicli<br />
<strong>Ilaria Bignotti</strong> – Storico e critico d’arte</p>
<p>ore 18.30<br />
<strong>Inaugurazione SEZIONE ABITI D’EPOCA</strong> in collaborazione con il Museo del costume/cucina di Scicli</p>
<p>ore 19.00<br />
<strong>Inaugurazione collettiva d’arte</strong><br />
<strong>TESSITURE CONTEMPORANEE</strong> a cura di Ilaria Bignotti</p>
<p><strong>Paola Anzichè</strong><br />
<strong>Alberto Gianfreda</strong><br />
<strong>Francesca Pasquali</strong><br />
<strong>Laura Renna</strong></p>
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		<title>Biennale Giovani Monza 2015</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 22:04:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Situazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[BIENNALE GIOVANI MONZA 2015 11 aprile – 28 giugno Monza, Arengario Piazza Roma 1 Comunicato stampa Due importanti novità per la Biennale Giovani Monza, alla sua sesta edizione: da quest’anno l’iniziativa si svolge in centro...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="pageContainer1" class="page">
<div class="textLayer">
<div>BIENNALE GIOVANI MONZA 2015</div>
<div>11 aprile – 28 giugno</div>
<div>Monza, Arengario</div>
<div>Piazza Roma 1</div>
<div></div>
</div>
</div>
<p><span id="more-1277"></span></p>
<div id="pageContainer1" class="page">
<div class="textLayer">
<div>Comunicato stampa</div>
<div>Due importanti novità per la Biennale Giovani Monza, alla sua sesta edizione: da quest’anno l’iniziativa si svolge in centro città nel palazzo dell’Arengario, e per la prima volta si apre anche al site specific, con cinque opere collocate in altrettante aree a complemento di quelle allestite nello storico edificio. L’edizione si inscrive nelle iniziative della città per l’Expo, ed è declinata sul tema “energia”, fra le parole chiave della grande esposizione. Confermata la formula “30 artisti per 5 critici”, ideata da Ermanno Krumm per la prima edizione. L’energia dell’arte come tema per l’edizione della Biennale Giovani Monza nell’anno dell’EXPO. Ormai tradizionale la formula dei cinque curatori invitati a presentare una rosa di sei artisti ciascuno, mentre alla Giuria del Premio d’Arte Città di Monza spetterà il compito di selezionare le opere vincitrici da acquisire e donare alle raccolte dei Musei Civici &#8211; Casa degli Umiliati. In questa sede, inaugurata meno di un anno fa, è presente una sezione permanente dedicata alla Biennale Giovani, che include parte delle opere vincitrici delle varie edizioni, periodicamente affiancata da una mostra temporanea che consente di ammirare a rotazione le altre opere.</div>
<div>Promotori dell’iniziativa sono ancora una volta il Comune di Monza e il Rotary Club Monza, intorno ai quali opera il</div>
<div>Comitato Premio d’Arte Città di Monza, costituito nel 2009, che riunisce tutte le Istituzioni e le Associazioni Culturali del Territorio: Regione Lombardia &#8211; Cultura, Provincia di Monza e della Brianza, Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Camera di Commercio Monza e Brianza, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus, Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza onlus, Università Popolare di Monza, Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza, Confindustria Monza e Brianza, Confartigianato Imprese APA Milano Monza e Brianza, Unione Artigiani provincia di Milano, Associazione Pro Monza IAT.</div>
<div>Per promuovere una maggiore internazionalità nell’anno dell’Expo, per questa edizione della Biennale non sarà presente un solo paese straniero: a ogni curatore è stato richiesto di presentare un artista proveniente dall’estero nella rosa dei sei artisti invitati. I cinque curatori invitati dal responsabile scientifico Daniele Astrologo Abadal per la</div>
<div>sesta edizione sono:</div>
<div>Anna Bernardini, presidente di Casa Testori e direttore di Villa e Collezione Panza – FAI di Varese;</div>
<div>Ilaria Bignotti, storico e critico d’arte contemporanea, curatore indipendente;</div>
<div>Fabio Cavallucci, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato);</div>
<div>Claudio Cerritelli, critico d’arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;</div>
<div>Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e di fotografia, docente di Storia dell’Arte contemporanea</div>
<div>presso l’Università di Bergamo.</div>
<div>Gli artisti invitati da Anna Bernardini sono: Barbara Boiocchi, Elisabetta Falanga, Saba Masoumian, Aurora Paolillo, Simona Paladino, Mario Scudeletti.</div>
<div>Ilaria Bignotti ha invitato: Massimiliano Gatti, Alberto Gianfreda, Silvia Inselvini,</div>
<div>Alexandra Mureşan, Giovanni Ozzola, Francesca Pasquali.</div>
<div>Fabio Cavallucci ha invitato: Giulia Cenci, Tony Fiorentino, Agnieszka Polska, Maya Quattropani, Lorenzo Vitturi Virginia Zanetti</div>
<div>Per Claudio Cerritelli sono presenti gli artisti: Federica Cogo, Christian Cremona, Carola Ducoli, Juan Eugenio Ochoa,</div>
<div>Michele Parisi, Giuliana Storino.</div>
<div>Elio Grazioli ha invitato: Sara Benaglia, Casali+Roubini (Lorenzo Casali e Micol Roubini), Richard Loskot, Valentina</div>
<div>Miorandi, Giovanni Oberti, Luca Resta.</div>
</div>
</div>
<p><!--more--></p>
<p>Francesca Dell&#8217;Aquila, Assessore alle Politiche Culturali e di Sostenibilità Comune di Monza e Presidente del Comitato Premio d’Arte Città di Monza, commenta: “Il 2015, anno significativo per la presenza di EXPO, ha portato il Comitato Premio d’Arte Città di Monza e i curatori invitati alla Biennale a lavorare sul tema ‘arte, energia per la vita’ che diventa il tema dato agli artisti e il filo conduttore che lega le trenta opere presenti in mostra”.</p>
<div>Daniele Astrologo Abadal aggiunge: “Importante novità è la sede espositiva: dal Serrone della Villa Reale in pieno</div>
<div>stile neoclassico all’Arengario, l’antico Palazzo Comunale risalente al XIII secolo. In questo modo la Biennale occupa il centro storico di Monza, il suo cuore pulsante. Una ‘occupazione’ che non si limita alla vasta sala superiore dell’edificio ma si diffonde a livello urbano. Una scelta doverosa perché solo il coinvolgimento della città restituisce all’Arengario il suo valore originario: punto di riferimento per la vita operosa di una civiltà”.</div>
<div>Conclude il coordinatore della Biennale Gerardo Genghini: “È proprio l’energia creativa che manifesta tutto il suo potenziale nell’arte, nutrendo gli animi di bellezza, valore assoluto veicolato e plasmato nel flusso del mutamento continuo dell’energia stessa. Gli artisti di questa edizione si avvalgono del proprio saper fare unito al contributo della</div>
<div>natura, della luce, della pietra, dell’acqua: di ciò che in natura vive e resiste e che riceve o genera energia vitale. È</div>
<div>un anno di novità pur all’interno di una formula strutturata dal 2005: una Biennale che conserva e innova, che nella</div>
<div>tradizione della sua essenza cerca tuttavia nuove vie espressive, aperture, orizzonti più ampi e una visione a tutto tondo delle cose”.</div>
<div>La Biennale eredita lo spirito della Mostra Nazionale di Pittura Premio Città diMonza, che dagli anni Cinquanta ha poi attraversato gli anni Ottanta, con una edizione nel 2002. Oggi le opere acquisite in queste lontane edizioni &#8211;</div>
<div>fra cui i lavori di Pirandello, Zigaina, Radice, Turcato, Birolli, Vago, Raciti, Uncini e Bonalumi &#8211; sono visibili ai Musei Civici di Monza &#8211; Casa degli Umiliati.</div>
<div>Per l&#8217;edizione 2015 della Biennale Giovani Monza si conferma la presenza del Premio Rottapharm Biotech, che discende in linea diretta dal Premio Speciale Rottapharm Madaus istituito nel 2007, nato per sostenere giovani talenti dotati di spirito di innovazione e ricerca. Conferma anche per il Premio Camera di Commercio, volto a mettere in relazione giovani artisti e mondo dell’imprenditoria e dell’artigianato. Inoltre, è presente un ricco calendario di</div>
<div>iniziative eterogenee –presentazioni, incontri, conferenze, approfondimenti &#8211; per tutti i giovedì sera, oltre a una serie di laboratori programmati nei fine settimana per bambini in età prescolare e scolare.</div>
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		<title>Le ville della Brianza</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 20:15:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 Settembre inaugurerà la mostra nella Villa di Barlassina]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 Settembre inaugurerà la mostra nella Villa di Barlassina</p>
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		<title>Presenze ingombranti 2</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 07:22:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di M.Galbiati La scultura di Alberto Gianfreda mantiene  sempre vigile l’attenzione sulla soglia della levità e fatica in una sfida e uno sforzo per muoversi in condizioni di equilibri precari e fragili. Leggerezza e mutazione,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di M.Galbiati</em></p>
<p>La scultura di Alberto Gianfreda mantiene  sempre vigile l’attenzione sulla soglia della levità e fatica in una sfida e uno sforzo per muoversi in condizioni di equilibri precari e fragili. Leggerezza e mutazione, movimento ed incastri sono mezzi criptati in materiali semplici, spesso volutamente lasciati grezzi, che nella loro integrità di essenza, aprono relazioni possibili di senso gli uni accanto agli altri. La semplicità aparente dell’opera scultorea di Gianfreda rende possibile, proprio per questa immediatezza riconoscibile della sostanza, di accedere ad un’analisi più concentrata sull’evoluzione della materia nelle forme concepite dall’artista. Guida l’opera al suo stesso senso.</p>
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		<title>Alberto Gianfreda</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:27:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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		<description><![CDATA[In quest’occasione il giovane artista presenta un’istallazione di un gruppo di lavori polimaterici nei quali si intravede una completa sintonia ottenuta grazie a un percorso di ricerca coerentemente condotta dall’autore fino ad oggi. Le sue...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In quest’occasione il giovane artista presenta un’istallazione di un gruppo di lavori polimaterici nei quali si intravede una completa sintonia ottenuta grazie a un percorso di ricerca coerentemente condotta dall’autore fino ad oggi.<span id="more-270"></span></p>
<p>Le sue opere assumono una piena valenza d’intervento installativo e si connota nodi un utilizzo di materiali di recupero diversi: si va dal legno ai metalli, alla carta, all’argilla, al vetro che, integrandosi e amalgamandosi, si ricollegano volutamente, in un duplice e in parte contraddittorio significato, agli insuperabili valori della struttura d’insieme tipici della scultura. L’intervento non è assolutamente invasivo, anzi le materie utilizzate nella realizzazione delle opere sembrano ricontestualizzarsi acquisendo i valori organici specifici e originari, configurando nella loro <em>nuova vita </em>un diverso legame percettivo rivolto a dialogare con l’ambiente naturale nel quale ora Gianfreda le ha allestite prefigurando alternative caratteristiche morfologiche e suggestive coordinate spaziali. La sostanza dei vari materiali utilizzati, nonché le linee forza di bocconiana memoria, emanano una singolare energia che torna ad armonizzarsi con l’elemento ctonio della terra che accoglie, come se volesse riappropriarsene per metabolizzarle.</p>
<p>In tal senso si avverte una tensione precaria nelle sue opere oscillante tra lo strutturarsi e il possibile disgregarsi, in conformità a una presenza o a una loro eventuale assenza, comunque in piena armonia con lo spazio che le accoglie.</p>
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		<title>Ricongiungere il disperso</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:17:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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		<description><![CDATA[di Monica D’Emidio Dell’ombra e della forma segna un punto di svolta nell’opera di Alberto Gianfreda; la ricerca dei lavori precedenti era volta alla compressione di forze e materiali, per cui persino la carta era...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left" align="right"><em>di Monica D’Emidio</em></p>
<p>Dell’ombra e della forma segna un punto di svolta nell’opera di Alberto Gianfreda; la ricerca dei lavori precedenti era volta alla compressione di forze e materiali, per cui persino la carta era capace di assumere le stesse caratteristiche di pesantezza tipiche del marmo e del ferro, mentre le opere presentate in questa personale vanno verso il superamento della staticità e la scoperta del vuoto nella forma in divenire.<span id="more-268"></span></p>
<p>In mostra sono esposti una serie di studi realizzati con i materiali scultorei sbriciolati e usati come colore, che mirano a comprendere i rapporti di forza che generano la scultura.</p>
<p>Nella realizzazione delle tre scultura sembra emergere una sorta di politica contenitiva del caos, che gestisce i rapporti tra i principali materiali usati: il ferro incarna il principio razionale mentre il legno quello irrazionale. La fascia metallica agisce da forza ordinante sugli elementi in legno che si dispongono nello spazio creato da questa secondo tre logiche differenti, tre sculture autonome, identificabili però con le fasi di un medesimo processo.</p>
<p>Il primo approccio ordinante è <strong>Time Table</strong>: solidi lacci in ferro abbracciano le assi di legno indisciplinate, che si accalcano all’interno di essi e sporgono nello spazio esterno, determinando così una forma aperta, sul punto di nascere e di crollare.</p>
<p>In <strong>Luogo d’ombra</strong> la forma complessiva si è chiusa e la forza ordinante è raddoppiata: una fascia contiene gli elementi alla base, un’altra all’estremità. Entrambe si fanno spigolose, costringendo la forma ad un aspetto austero: un totem geometrico al cui interno si fa spazio l’ombra, custode di un nuovo fulcro di forza modellante.</p>
<p>E’ da questo spazio interno che ha origine la forma complessa di <strong>Grande buio</strong>. In quest’ultimo procedimento si viene a creare una nuova armonia tra legno e ferro, il quale non esercita più una forza contenitiva, ma avvolge la forma e, moltiplicandosi, la accompagna nel suo divenire.</p>
<p>Probabilmente l’ordine con cui si è letto il lavoro di Gianfreda è arbitrario e non risponde necessariamente a una realtà cronologica. Come in ciascuna opera, la fascia di ferro ricongiunge elementi distanti, altrimenti dispersi, così un filo rosso si mette al lavoro e ricongiunge lavori differenti che, interagendo tra loro, fanno nascere nuove forme di concetto.</p>
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		<title>Da “Antropologia e forme variabili”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:17:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mauro de Giosa Caratterizzata da un interesse per la materia è la scultura del giovane artista lombardo Alberto Gianfreda che si può collocare nel solco della tradizione che vede le basi nel Costruttivismo russo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><em>di Mauro de Giosa</em></p>
<p>Caratterizzata da un interesse per la materia è la scultura del giovane artista lombardo Alberto Gianfreda che si può collocare nel solco della tradizione che vede le basi nel Costruttivismo russo di Tatlin e Rodčenko pervenendo a talune tensioni concettuali e a certi impianti di tipo costruttivo di Colla, Carrino, Spagnulo.<span id="more-266"></span></p>
<p>Già dall’iniziale ricerca, individuabile a cavallo tra il 2002 e il 2003, l’artista è impegnato in “costruzioni” dettate da elementi di legno e ferro, ferro e carta, ferro e pietra e materiali eterogenei, che precisano l’interesse di una ricerca votata ad un aspetto materico e su relazioni tra volume e forma scultorea e spazio architettonico, mai rinunciando all’arbitrarietà di stimoli che derivano direttamente dai materiali usati e sui quali agisce rendendo, per mezzo del gioco degli incastri, permanente l’incontro tra storia della natura e storia dell’uomo. A tal proposito scrive Gianfreda, nel 2007, in Arte Cristiana Contemporanea, volume che racchiude una serie di mostre itineranti curate da Andrea Del Guercio: «Il marmo è ancora quello del Rinascimento, il ferro è ancora quello delle prime esperienze umane e la mia pietra è quella del tempo e della storia prima e dopo di me». Una scultura che riporta l’artista all’essere “faber” e che conduce l’osservatore verso la comprensione di un pensiero complesso in un percorso mentale che lo costringe a più livelli interpretativi.</p>
<p>La peculiarità da rilevare, a mio parere, è l’energia che trova il giusto “esistere” nel costante confronto con la materia, in quella cioè che può essere definita una necessità coercitiva della tecnica. Il morsare per mezzo delle barre di ferro, fabrilmente tagliate e piegate, i vari materiali, rivela la volontà della forza d’unione a protezione di ciò che è contenuto facendo sì che ogni elemento costituisca un valore ben preciso sempre in reciproca tensione tra loro e, come afferma Deridda in La scrittura e la differenza, «Di fare tacere la forza sotto la forma».</p>
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		<title>Presentazione Galleria San Fedele</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:16:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giancarlo Marchese Dialogo con Giancarlo Marchese L’ospite &#8220;colui che accoglie ed è accolto&#8221; Nelle opere di Gianfreda è chiara la ricerca sul valore semantico dei materiali al quale si aggiunge quello della forma. L&#8217;accostamento...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giancarlo Marchese</em></p>
<p><strong>Dialogo con Giancarlo Marchese</strong></p>
<p>L’ospite<br />
<em>&#8220;colui che accoglie ed è accolto&#8221;</em><br />
Nelle opere di Gianfreda è chiara la ricerca sul valore semantico dei materiali al quale si aggiunge quello della forma.<br />
L&#8217;accostamento dei ferro al marmo verde scuro alternando strisce di ferro coese ed attive che poggiano sulla pietra, quasi a scandire la supremazia e la tensione di un materiale forte, il quale diviene simbolico e quindi significante.<span id="more-264"></span></p>
<p>Il ferro è un materiale formato da una cristallizzazione di molecole che si presta ad essere piegato e forgiato; pesante ed in trasformazione.</p>
<p>Il marmo verde, diversamente, ricorda all&#8217;autore le chiese Romaniche Pisane; esso è un materiale amorfo, frutto della sedimentazione geologica.</p>
<p>Un materiale carico di storia e di umori, che è un accumulo di cose che si sono cementificate che fanno trasparire la loro terrestre esistenza ed età. In esso si legge la storia dei Pianeta.</p>
<p>Da questo dualismo tra materiali non omogenei si scatena una dialettica formale ove le parti metalliche in ferro “morsano&#8221; e legano saldamente le pietre naturali caricando il discorso di molte valenze simboliche ed emozionali.</p>
<p><em>Si ricrea il rapporto tra spazio e scultura, fra forma e luogo: l&#8217;ospite accoglie e protegge, accoglie e modifica. Il ferro si predispone ad accogliere la rigidità del blocco di marmo e questo si fa circondare. Ma l&#8217;abbraccio varia a secondo di ciò che tende ad ospitare e per questo la protezione lascia il posto ora alla fusione ora all&#8217;esplosione. l&#8217;ospite è colui che accoglie ed è accolto senza distinzione di parte o di ruolo.</em></p>
<p>Curiosa anche un&#8217;opera ove le barre di acciaio opportunamente piegate, &#8220;graffano&#8221; un ammasso di fogli scritti rendendone impossibile la decifrazione. Anche in questo caso l&#8217;energia del ferro aggancia e stringe con forza i fragili fogli che contengono ipotetici messaggi.</p>
<p>Questa impossibilità di lettura li rende inaccessibili ed incredibilmente preziosi.</p>
<p><em>L&#8217;anima ospita uno spazio segreto scompaginato dalla forza di una stretta che chiude a riapre verso nuove comunioni. Ospitare il segreto dentro di noi è la forma dell&#8217;accoglienza.</em></p>
<p>Il percorso artistico di Alberto è basato sulla sensibilità e sulla comprensione semantica che i materiali primari sanno sprigionare e cogliendone le caratteristiche intrinseche riesce ad articolare un interessante discorso di vibrante emozionalità.</p>
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		<title>Alberto Gianfreda</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:15:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testi critici]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dobrila Denegri Dal 2002 al 2008 ho collaborato con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma in qualità di curatore indipendente e ora sono direttore artistico del Centro per l’Arte Contemporanea a Torun (Polonia). Sono...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Dobrila Denegri </em><strong></strong></p>
<p>Dal 2002 al 2008 ho collaborato con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma in qualità di curatore indipendente e ora sono direttore artistico del Centro per l’Arte Contemporanea a Torun (Polonia). Sono anche direttore artistico di nKA / Ica – Associazione Culturale Indipendente a Belgrado (Serbia) che ha promosso per 10 anni “Real Presence” &#8211; uno dei più grandi workshop internazionali dedicati agli artisti emergenti.<span id="more-262"></span></p>
<p>Con questa lettera vorrei sostenere la partecipazione di Alberto Gianfreda al bando “6Artista” promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e dalle altre importanti istituzioni Italiani e Francesi.</p>
<p>Ho avuto la possibilità di conoscere il lavoro di Alberto Gianfreda per la prima volta nel 2006 quando, ancora studente di Brera, ha preso parte di “Real Presence” a Belgrado, e da allora ho seguito con molta attenzione e interesse il suo percorso invitandolo a partecipare nuovamente alle successive edizioni di questo grande incontro di giovani artisti che nel 2007 è stato parte di programma ufficiale della X Biennale di Istanbul e che si è svolto l’anno dopo presso l’uno tra i più importanti musei Italiani: Il Castello di Rivoli e in collaborazione con la VII edizione della Biennale Europea “Manifesta”.</p>
<p>In questa cadenza annuale ho potuto osservare il processo di maturazione del lavoro di Alberto Gianfreda, che si è fatto sempre più articolato, incentrandosi sulla contemporaneità del discorso scultoreo e sulle profonde connotazioni artistiche e culturali in esso incorporate. Consapevole della condizione “liquida”, “vaporizzata” (Bauman, Michaud) della società e della cultura contemporanea, usa la scultura per “parlare dell’uomo e della sua materia-corpo nella contemporaneità – epoca per antonomasia dell’immateriale e del senza corpo”. Proprio per inserirsi in questo discorso e per creare lo spazio del equilibrio Gianfreda si immerge in una coerente e concentrata riflessione sulla scultura e sulle sue qualità formali e strutturali. Le sue opere nascono da un incontro/scontro tra diversi materiali ed esistono grazie ai sottili equilibri che si instaurano tra queste qualità tattili differenti. In questo senso invitano a riflettere sul significato del accostamento tra elementi diversi, apparentemente dissonanti ma che comunque posano entrare in contatto e instaurare un dialogo. Questa loro valenza concreata ma anche metaforica rende il lavoro di Gianfreda attuale e pertinente per una più vasta riflessione culturale. Allo stesso tempo incorpora e esalta quelle che questo bando cita come le sue linee guida: dialogo tra diverse realtà, esplorazione delle potenzialità che vengono aperte attraverso l’utilizzo trasversale dei linguaggi e attraverso le qualità estetiche che l’opera emana.</p>
<p>Credo che Alberto Gianfreda, in quanto un artista solido e versatile, sia candidato ideale per il bando “6Artista” e ancora una volta sottolineo il mio appoggio e più convinta raccomandazione.</p>
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